Sacco di Roma (410)
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Il Sacco di Roma del 24 agosto 410 concluse il terzo assedio (dopo quelli del 408 e 409) condotto dai Visigoti di Alarico I ed ebbe una immediata risonanza in tutto l'Impero, avvertito come evento epocale, venne visto da sant'Agostino (nel De civitate Dei) come segno della prossima fine del mondo o della punizione che Dio infliggeva alla capitale del paganesimo.
I Visigoti, dopo due falliti tentativi (408 e 409), nell'aprile del 410 (dopo essere stati attaccati a tradimento dalle truppe dell'imperatore Onorio a Ravenna), ritornarono sotto le mura di Roma dando inizio così al terzo assedio in tre anni; bloccarono tutte le vie d'accesso, compreso il Tevere e i rifornimenti da Porto e da Ostia.
L'assedio continuò incessantemente per cinque mesi, costringendo la popolazione affamata a cibarsi addirittura di gatti, topi, cani. Le malattie infettive mieterono molte vittime (le fonti parlano di peste, ma si trattò più verosimilmente di colera) e sono citati anche casi di cannibalismo.
L'assedio colpì soprattutto le fasce più povere della popolazione, e fu probabilmente di un disperato gruppo di affamati la decisione di far terminare l'assedio.
Nella notte del 24 agosto, la Porta Salaria venne aperta agli assedianti. I 500.000[senza fonte] Visigoti entrano come un fiume in piena. Iniziò così il secondo saccheggio della Città Eterna, rimasta inviolata dai tempi di Brenno.
Nonostante tutto, Roma incuteva rispetto agli invasori e nei tre giorni di saccheggio Alarico impartì l'ordine di non uccidere alcuno (nonostante questo, perdite umane ve ne dovettero essere, e ingenti) e di risparmiare i luoghi di culto e mise sotto la propria tutela papa Innocenzo I. Questi vide impotente sotto i suoi occhi lo scempio in cui cadde la città, compiuto non tanto dai Goti stessi, quanto dagli ex schiavi (liberati l'anno prima) assetati di vendetta. Alarico rese omaggio ai sepolcri degli Apostoli e in un certo senso rispettò la sacralità dell'Urbe.
Durante il sacco, Alarico catturò come ostaggio Galla Placidia, sorella di Onorio, e la sposò (dopo la morte di Alarico essa sposò suo cognato Ataulfo).
IL PRESENTE 19.10.2008
ROMA, 19 ottobre 2008 - Prova di forza dell'Inter all'Olimpico: Roma travolta 4-0 con i gol di Ibrahimovic (doppietta), Stankovic e Obinna. Primo tempo segnato dalla prima rete dello svedese, scattato sul filo del fuorigioco. A inizio ripresa la fiammata dei nerazzurri, nettamente superiori agli avversari nonostante il ritorno di Francesco Totti sei mesi dopo l'ultima partita giocata da titolare.
MENTALITA' - C'è un'immagine che spiega meglio di altre lo stato di grazia fisico e mentale del gruppo di Mourinho. Mancano 15 minuti alla fine della partita, l'Inter è avanti 4-0 sulla Roma, che con Riise ha una punizione a favore. Il tiro del norvegese è preciso, forte, rade l'erba. Julio Cesar salva la porta con un grande intervento e poi stringe il pugno con un urlo liberatorio. Come fanno i portieri nel calcio a 5 per sfogare la tensione di un assedio continuo.
domenica 19 ottobre 2008
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
5 commenti:
e se nasce una bambina poi la chiameremo : INTEEEEEERRRRRRRRR
Hola Sky!
state buoni cari....che i conti si fanno a maggio!!!!
Quant'è scarso la TRIVELA....MAMMA MIA
Che giocatore la Trivela...mette palle deliziose ma... serve tempo per migliorare siate fiduciosi...l'unico scarso per ora è un certo -Mancini chez Roma-...
Data da ricordare 20 ottobre 2008 ore 8 e 34..LA PRIMA BATTUTA SIMPATICA DI SKY
no ne avevo fatta anche una in tempi immemori oramai, Plinio il vecchio la ricorda ancora in uno dei suoi saggi sulla repubblica Romana...
Sky
Posta un commento